Emergenza alimentare Buoni Spesa

In merito alla distribuzione dei Buoni Spesa erogati dai Comuni italiani per l’acquisto di generi alimentari, riceviamo domande sulla loro gestione in termini fiscali.

La nostra associazione di categoria COMUFFICIO ha fornito un’interpretazione che ci risulta applicata in modo generalizzato (vedi anche quanto pubblicato dal Sole 24 Ore) e che indica quanto segue:

  1. La cessione di prodotti dall’esercente al proprietario dei buoni è una normale operazione imponibile con emissione del documento commerciale di vendita (scontrino) e con la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate del relativo corrispettivo.
  2. Il Trasferimento di denaro dal Comune all’Esercente per il rimborso dei Buoni ritirati costituisce un’operazione Fuori Campo IVA, soggetta a rimborso tramite Nota di richiesta rimborso.
    Riportiamo quanto indicato nel sito del Sole24 Ore “gli operatori commerciali non dovranno emettere fattura elettronica al Comune, ma dovranno semplicemente emettere una nota di addebito esclusa dal campo di applicazione Iva con la quale chiedono il pagamento del valore monetario dei buoni, proprio in quanto ogni trasferimento dei buoni multiuso precedenti all'accettazione degli stessi non costituisce momento di effettuazione dell'operazione. In questo caso, sarà l'operatore commerciale a versare direttamente l'Iva all'Erario a seguito dell'emissione dello scontrino fiscale da emettere al momento della spendita del buono da parte del soggetto portatore dello stesso”.

Naturalmente questi buoni spesa non danno diritto a resto in contanti; L’utilizzatore dovrà regolare in contanti l’eventuale differenza in eccesso tra il valore nominale del buono e il prezzo dei buoni acquistati.

Il software Area51 non necessita quindi di modifiche per la gestione dei buoni. Qualora si volesse imputare la cessione ad una forma di pagamento “Non riscosso”, verificate PREVENTIVAMENTE con il tecnico del registratore di cassa se questa forma di pagamento è abilitata.

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